giovedì 27 maggio 2010
Come capire e identificare il valore della popolarità e quindi del successo di una marca sul Web? E’ sufficiente conoscere il Google PageRank del sito ufficiale del brand e il numero dei suoi fan su Facebook?
Proviamo a rispondere a queste domande individuando un insieme di indicatori utili ad analizzare il posizionamento e la popolarità dei brand nella Rete.
Il successo di un brand online è funzione sia della reputazione che della popolarità: in questo articolo ci occupiamo della popolarità.
Come dicevamo inizialmente, i metodi che utilizzano il Google PageRank come unico indicatore della popolarità sono fortemente limitati: a dirlo non siamo noi, ma Google stessa! Infatti la nostra ricerca prende spunto anche dall’articolo Google e l’abbandono del PageRank che, riportando l’opinione del Director of Research di Google, mette in discussione il valore assoluto del PageRank per quantificare il successo di un sito web.
Abbiamo scelto gli indicatori maggiormente orientati all’analisi di siti web di brand, attribuendo a ciascuno di essi un peso, a seconda della loro importanza. Gli indicatori considerati sono:
1. Google PageRank: valore numerico compreso tra 0 e 10 che Google assegna ad ogni pagina web indicizzata sulla base della sua popolarità.
2. Wikipedia: numero di collegamenti esterni presenti su Wikipedia alle pagine del sito ufficiale di un brand.
3. Facebook: numero di iscritti alla pagina fan ufficiale del brand.
4. Link in entrata: numero di link che rimandano al sito ufficiale del brand.
5. Twitter: numero di follower del brand.
6. Delicious: numero dei segnalibri Delicious in cui è presente uno dei siti del brand.
7. YouTube: numero di iscritti al canale ufficiale del brand.
8. Alexa: valore numerico che indica il ranking del sito, calcolato sulla base del numero di utenti che lo visitano e del numero di pagine viste.
9. Google Statistiche di ricerca: numero di volte in cui un brand è stato ricercato su Google nel corso degli ultimi 90 giorni.
Questi valori che abbiamo elencato sono in grado di fornire un indice complessivo della popolarità sul Web di un brand e può essere esteso a qualsiasi settore, merceologico o meno. Per poter determinare il successo online, che è funzione sia della popolarità che della reputazione, in futuro ci occuperemo di reputazione e di Social Media Monitoring, completando l’analisi quantitativa con una qualitativa, in modo da analizzare non solo “quanto” un marchio sia presente sul web, ma anche “come” sia presente. Nestlé ad esempio è “popolarissima” su Facebook, ma andando ad osservare la sua pagina fan ufficiale un po’ più da vicino ci si accorge che alcuni dei commenti presenti non sono per nulla positivi. Da adesso in poi, quindi, il nostro progetto si concentrerà sugli aspetti qualitativi della presenza online dei brand, e potrebbe presto tradursi in un nuovo post.
Etichette: brand, brand online, brand popolarità, marketing online, popolarità online, web marketing
venerdì 16 aprile 2010
Hai mai provato a cercare su Google suggerimenti su come scrivere una headline che funziona? Io l’ho fatto, così per curiosità e ho trovato ben 88.000 risultati. Solo in italiano. Cosa ti pare?
Pensa a ciò che avviene quando entri in un negozio o passeggi per le vie del centro: qualcosa cattura la tua attenzione, approfondisci, desideri ed acquisti. Sui siti web avvengono le stesse cose nel medesimo ordine, sia che si tratti dell’acquisto di un libro che della prenotazione di una camera.
Pensa all’impatto che una buona headline può avere su di te. Quale libro sceglieresti tra: “Consigli Utili Per Sviluppare La Muscolatura” o “Scolpisci Il Tuo Corpo Grazie Ai Segreti Di Un Ex Bodybuilder”?
Se sei come me, sei attratto più dal secondo titolo, l’headline è l’unica cosa che conta nella vendita, non importa quando informativo sia il contenuto, una buona headline è il passo fondamentale per una pagina vendita da centinaia di euro.
Al giorno d’oggi che ci sono centinaia di blog che nascono ogni giorno, la competizione si fa sempre più spietata, non importa chi sia il più acculturato, l’importante è riuscire a portare traffico e la spunta quello che riesce a strutturare le headline migliori per attrarre i visitatori.
Le migliori headline che ho visto usavano dei trucchi persuasivi per invogliare un potenziale utente a compiere l’azione di acquistare il prodotto, ecco le strategie che dovete assolutamente applicare alla vostra headline:
• Usa l Verbo “Come Fare” : I navigatori vanno sempre di fretta di questi giorni, se cercano una determinata cosa online, la vaglino in fretta e furia, il “come fare” è un qualcosa che fa capire all’utente che si va direttamente al punto.
• Usa I Numeri: E’ stato testato che le persone sono eccitare dai numeri, danno una chiara spiegazione delle cose che riusciranno ad avere, e sono di più veloce lettura, il contenuto e sovrano, ma quello veloce e senza fronzoli ancora di più.
• Sii Specifico: Meglio non far rimanere all’utente nessuna perplessità dopo aver letto la headline, è buono essere esplicativi nella propria headline, ma meglio andare diritti al punto e far capire al potenziale buyer cosa riceverà.
• Dai Benefici: Perché una persone dovrebbe leggere il contenuto che proponi se non glie è di nessuna utilità? Usa solo informazioni che possono dare benefici ai tuoi clienti, nulla di più.
• Tieni A Mente Le Tue Keywords: Non sacrificare il posizionamento organico nei motori di ricerca per una headline carina. Cerca di inserire nell’headline keywords che siano attinenti con la tua nicchia.
• Inizia Con Un Verbo Magnetico: Questo è il momento di incuriosire il lettore e catturare la tua attenzione, il tipo di verbi che si usano, possono determinare la riuscita o il fallimento dell’headline, tipo “Scopri” è molto più efficace di “vedi” e “Segreto” più efficace di “informazione”.
• Fai Una Domanda: Questa è un’atra tattica per intrigare il lettore, cosi li spingi a trovare una risposta nella tua sales copy.
Attenzione però dipende sempre da chi è il Target. In qualsiasi forma di comunicazione l'attenzione e il messaggio sono solo e soltanto per il ricevente/utente/internauta/lettore.
Troppo facile poi sostenere che “la pubblicità online non funziona”. Per scuotere gli utenti, la condizione indispensabile, è di avere un titolo in grado di suscitare curiosità e riscuotere attenzione.
Sul web è bene scrivere titoli diversi a seconda del contesto, ci sono headline che si addicono alla landing page ma non funzionano sui siti di social news, e titoli indicati per gli annunci adwords, ma poco consigliabili per i motori di ricerca.
Sulla pagina web le headline dovrebbero sottolineare il reale vantaggio che il contenuto, o il prodotto descritto nella pagina, rappresenta per l’utente. E’ bene che il focus sia posto sui desideri degli utenti, più che sui bisogni. Ad esempio gli utenti hanno bisogno di cellulari per chiamare, ma desiderano (e comprano) cellulari molto più complessi.
Sui siti di Social News (OkNotizie, Segnalo …) la nostra headline sarà esposta a migliaia di utenti ma per un periodo molto breve. Dovrai scrivere una headline che suggerisca immediata utilità e una certa urgenza. Sugli annunci Adwords avrai la necessità di avere la key nel titolo, per alzare il Quality Score e quindi per abbassare i costi della campagna PPC. La key nel titolo farà anche in modo che questo esca in grassetto, aumentando in questo modo il CTR. Nel tag title è bene mettere le keywords a sinistra, per motivi legati alla SEO (Ottimizzazione per i Motori di Ricerca), senza rinunciare a compiere una frase. Se non vuoi rinunciare al brand ponilo alla fine del title, magari separato da un trattino.
Penso che vi sarà utile anche considerare i consigli che ha dato uno dei padri della pubblicità moderna, David Ogilvy. Questi consigli David Ogilvy li ha dati quando Internet non c’era ancora, SEO era una sigla sconosciuta e il marketing era solo marketing, senza web davanti. Ma sono a mio parere ancora attualissimi.
Eccoli, per tutti quelli che amano il lavoro del copywriter e lo fanno con passione e impegno sincero. Sono cinque piccole domande facili facili la cui risposta non sempre è scontata:
questa headline che sto leggendo o che ho scritto
ha attirato la mia attenzione appena l’ho vista?
Avrei voluto averla pensata io?
E’ unica?
E’ perfettamente in strategia?
Potrebbe essere usata per altri trent’anni?
Se riesci a dare una risposta a questa ultima domanda, sarai pronto ad entrare nella storia della pubblicità e della comunicazione.
sabato 10 aprile 2010
Ecco ancora un po’ di teoria gente…prometto che farò un po’ di pausa!!!:)
La maggior parte delle strategie relative alla vendita di un prodotto, riguardano il marketing (packaging, prezzo, target etc). Per la semiotica ci si chiede: sulla base di quali criteri e di quali assiologie i beni pubblicizzati sono messi in valore? FLOCH 1992, ha proposto una classificazione di valorizzazioni pubblicitarie a seconda che l’assiologia pubblicitaria sia costruita partendo da:
◊ VALORIZZAZIONE PRATICA: utilità dell’oggetto
◊ VALORIZZAZIONE UTOPICA: senso sociale
◊ VALORIZZAZIONE LUDICA: capacità di attrarre la simpatia e il divertimento del lettore
◊ VALORIZZAZIONE CRITICA: convenienza economica.
Il carattere oppositivo del senso comporta il fatto che la dimensione minima per un’analisi semiotica non sia un’unità testuale isolata, ma piuttosto una coppia di unità. Tale opposizione di 2 due significati diverso dello stesso ambito (colore-colore e non colore-sapore) si chiama categoria semantica i 2 requisiti sono: 1) che i 2 termini appartengano allo stesso piano semiotico e) che i 2 termini siano disgiunti. Per ricostruire le categorie semantiche pertinenti di un testo, il semiologo identificherà le principali isotopie (diversi modi per dire la stessa cosa) e studierà i rapporti tra loro, in modo da individuare i concetti che si oppongono. Lo schema del quadrato semiotico prevede:
- Riga orizzontale in alto s1 s2: opposizione o contrarietà es. bianco/nero.
- Righe diagonali: contraddizione es. bianco e non bianco, nero e non nero, il rapporto dei termini che si fronteggiano nella diagonale deve essere di esclusione.
- Riga orizzontale in basso Non s1 e non s2: subcontrari es. non bianco e non nero (hanno una zona di sovrapposizione es. grigio).
- Righe verticali: deissi o implicazione: sono legati da un’indicazione esemplare bianco è per forza non nero.
Occorre distinguere:
_ VALORI D’USO: es. valorizzazione pratica. Non d’uso valorizzazione ludica.
_ VALORI DI BASE: valorizzazione utopica. Non di base valorizzazione critica.
QUADRATO DI FLOCH:
Valorizzazione pratica Valorizzazione utopica o mitica
Valorizzazione critica Valorizzazione ludica
Vi sono altri schemi SEMPRINI e FERRARO (oppone oggettivo/soggettivo – relativo/assoluto).
La ripetizione del messaggio è comune a tutte le strategie pubblicitarie (saghe). BARTHES distingue 2 modi per ottenere la persuasione:
_ COMMOZIONE: manipolazione dei sentimenti altrui.
_ CONVINCIMENTO: far leva su argomentazioni ragionali.
Occorre far riferimento alla TEORIA DELLA NARRAZIONE che prevede uno schema di azione tipico:
1. MANIPOLAZIONE: qualcuno viene indotto a fare qualcosa
2. COMPETENZA: che può tradursi in oggetti che danno potere o sapere.
3. PERFORMANZA: in cui si realizza il compito previsto
4. SANZIONE: fase del giudizio.
La strategia pubblicitaria che parte dal riconoscimento del valore dell’enunciatore richiama l’attenzione sull’avvenuta acquisizione di competenza, quella che sfrutta i valori acquisiti dai destinatari li rinvia ad una sanzione. La pubblicità ricorre alla retorica.
venerdì 9 aprile 2010
La pubblicità è uno dei principali motori dell’economia e un potere che condiziona tutti i mezzi di comunicazione di massa, ma, ormai già da anni, anche la comunicazione mirata. Una corrente artistica dura anni, uno spot al massimo qualche settimana. La pubblicità si consuma e spesso si ricorre a saghe (Gavazza, tim). La semiotica analizza in profondità il testo pubblicitario, nei suoi diversi aspetti. La semiotica coglie le strutture di senso. In questo senso permette di cogliere i grandi mutamenti della vita sociale (es ruolo della donna).
La pubblicità usa i testi (immagini, foto, video etc). Testo rimanda al concetto di intreccio (textus) e testimonianza (tesis). ECO afferma che il testo è una macchina pigra che ha bisogno del lettore per funzionare. E’ evidente la complessità e la semiotica serve proprio per analizzare la struttura dei testi a livello profondo. La pubblicità usando i testi, ricorre ad un’attività di mediazione perché al contrario delle altre vendite, usa i mezzi di comunicazione di massa. Nella relazione messaggio-detinatario, i testi pubblicitari possono essere:
- Più o meno mirati ad un target preciso.
- Più o meno intrusivi
- Più o meno locali
- Più o meno evitati dal destinatario
- Più o meno interattivi
Per quanto riguarda l’organizzazione interna:
- Iconici
- Verbali
- Narrativi
- Ludici
- Pratici
- Utopici
Il testo pubblicitario è diverso a seconda del mezzo che sfrutta (carattere parassitario o interattivo) tv, affissione, radio, cinema, web, interfacce, touch screen, etc. Il pubblico è sempre più selettivo e occorre gratificarlo, visto che la pubblicità volge al suo declino (ricerca Univ di Pavia solo il 3% ama la pubblicità). Si ricorre a delle gratificazioni (telefonate gratuite o prova di un programma per un mese).
Il discorso pubblicitario si distingue per il suo carattere strategico in quanto finalizzato ad altro. Vi sono vari discorsi (politico, sportivo, artistico etc). Il rapporto con i consumatori è asimmetrico: 1 a molti e obiettivi a breve (pubblico) e a lungo (pubblicità). E’ perlocutivo svolge un’azione in vista di altri fini, ma in maniera esplicita: ci mostra un filmato divertente per vendere un sapone. Questa strategia à legata a:
* VALORIZZAZIONE POSITIVA:
* TEMA: consumismo!
Per valorizzazione la semiotica intende il funzionamento di un testo che, attraverso opportune mediazioni semantiche, congiunga un certo oggetto con l’opposizione timica (particolare elementare che alterna bene al male). La pubblicità sottolinea il valore aggiunto che differenza un bene in contrapposizione ad altri. Una delle funzioni economiche della pubblicità, in quanto valorizzazione del consumo, è quella di provocare artificialmente l’usura semiotica delle merci già acquistate e consumate solo in parte. Il VALORE SEMIOTICO: relazione orizzontale che lega e oppone un segno agli altri che si trovano nello stesso ambito, definendo la sua funzione comunicativa per opposizione rispetto alle altre possibili unità dello stesso sistema semiotico.
...to be continued...
giovedì 1 aprile 2010

DiversoCMI augura a tutti visitatori, lettori e sostenitori una Meravigliosa Pasqua.
Inno alla vita (Madre Teresa di Calcutta)
La vita è bellezza, ammirala.
La vita è un’opportunità, coglila.
La vita è beatitudine, assaporala.
La vita è un sogno, fanne una realtà.
La vita è una sfida, affrontala.
La vita è un dovere, compilo.
La vita è un gioco, giocalo.
La vita è preziosa, abbine cura.
La vita è una ricchezza, conservala.
La vita è amore, donala.
La vita è un mistero, scoprilo.
La vita è promessa, adempila.
La vita è tristezza, superala.
La vita è un inno, cantalo.
La vita è una lotta, accettala.
La vita è un’avventura, rischiala.
La vita è felicità, meritala.
La vita è la vita, difendila.
DiversoCMI
Etichette: auguri pasqua, buona pasqua
martedì 16 marzo 2010
Si chiama Link Popularity il numero di link in-bound (o back-link) presenti su altri siti verso quello in oggetto.
La popolarità da link (link popularity in inglese) è una misura dell'affidabilità dei contenuti di un sito web, che influisce notevolmente sulla visibilità online. Oggi i motori di ricerca premiano l'affidabilità di un sito innalzandolo ai primi posti nelle pagine di risposta.
Per i motori, infatti, il fatto che vi siano molti riferimenti ad un sito denota la sua importanza. Un alto numero di link fa ritenere che molti webmaster abbiano trovato interessante il sito e lo abbiano indicato ai propri utenti.
La popolarità da link è solo uno dei tanti parametri presi in considerazione da Google per decidere la posizione di una pagina. Pertanto una pagina con elevata popolarità non ottiene automaticamente una posizione migliore rispetto ad una pagina con popolarità più bassa.
Il PageRank utilizza la link popularity come fattore importante per il posizionamento di un sito.
La LP (spesso è semplicemente chiamata così) è uno dei principali parametri per un buon posizionamento per la maggior parte dei motori (ininfluente, invece, per le directory).
Importanza della Link Popularity del tuo sito web
Non soltanto per i motori di ricerca, ma per il sito stesso, è inutile averlo se nessuno sa che esiste. Aumentare la link popularity è uno dei compiti più difficili ma anche più importanti. I modi sono tantissimi, le idee infinite e diventano sempre più ogni giorno che passa.
Usato come fattore fondamentale nel PageRank di Google, la link popularity è l'arma più potente di tutti i motori di ricerca nell'arsenale di ranking dei siti indicizzati. Essenzialmente più siti hanno un link al tuo più i motori ti considerano importante e più possibilità hai di competere ai posti in testa ai risultati, e le tecniche di ottimizzazione on-page non garantiranno un posizionamento significante se non aiutati da un buon link popularity.
L'obiettivo dei motori di ricerca è quello di fornire ai loro utenti quei documenti che loro veramente cercano. E come fanno a distinguere tra la massa di pagine web disponibili on-line? Cercheranno quelle che la maggior parte dei siti con argomenti correlati propongono tramite i loro link. Il posizionamento di un sito in base alla sua link popularity neutralizza gli effetti negativi prodotti dallo spam e dalla manipolazione dei fattori on-page.
La popolarità di un sito è il numero totale dei altri siti che hanno un link verso di lui. Ma questo valore è solo metà di quello che conta. La link analysis, o analisi della link popularity, è il numero totale di inbound link qualitativi. Va quindi oltre al numero dei link, non è il totale assoluto che conta ma la loro qualità.
Aumento della LP
Realizzato il sito, è opportuno, però, che l’aumento della Link Popularity non sia troppo repentino. Per gli algoritmi di indicizzazione più accorti, infatti, un aumento troppo veloce sarebbe chiaro indice di ottimizzazione in corso. L’aumento, invece, deve essere graduale nel tempo e possibilmente costante.
Alcune considerazioni:
• anche se ogni link ha valore, quelli da pagine a tema sono di maggior contributo;
• link da siti con alto Page Rank, hanno più valore;
• link da pagine con buon contenuto di testo, sono preferibili;
• i link non devono provenire da siti penalizzati.
In rete sono facilmente identificabili con una ricerca, numerosi tool che consentono il conteggio dei link presenti su web.
Se il parametro in sé ha un significato, va considerato che la concordanza di temi tra due siti che si indicano aggiunge molto valore al link. In generale, in termini di costo/prestazioni, si ritiene di gran lunga preferibile avere cinque link da siti a tema, che 50 da siti completamente diversi dal nostro.
Troppi link provenienti da altrettanti siti con argomento diverso dal nostro, ma concorde tra loro, può spostare la classificazione del nostro sito, nella matrice che i motori di ricerca memorizzano.
Allo stesso modo, se tutti i link provengono da siti a tema, si potrebbe pensare ad una certa “forzatura”. Il motore di ricerca, infatti, dà maggior credito ad una crescita spontanea e naturale della link popularity.
Per il motivo sopra indicato, la crescita improvvisa della link popularity, soprattutto da valori bassi e con sito nuovo, può essere inteso come intensificazione dell’attività di posizionamento, cosa estremamente dannosa, ad oggi.
Il modo migliore per aumentare la link popularity in modo naturale è frequentare la blogosfera, partecipare ai forum, vivere il social networking e soprattutto fare un sito con risorse ed informazioni utili per i visitatori.
Eventi, manifestazioni, giochi a premio, documenti, manuali, schermi, ecc,
sono tutti sistemi per far aumentare in modo spontaneo la link popularity.
Quantità o qualità dei link
Con un sistema di analisi dei link è più facile filtrare gli spammer che attivano una moltitudine di pagine nei siti che offrono hosting gratuito e poi li linkano al loro sito principale. Nell'ultimo tempo i motori di ricerca non danno più valore alle pagine ospitate in aree gratuite. Cambiando quindi il valore della quantità con quella della qualità dei link, il risultato finale è sostanzialmente ponderato.
Non tutti i link hanno la stessa importanza. E' importante avere link da siti popolari con i stessi termini di ricerca. Pochi link da siti popolari del tuo settore valgono di più di molti link da siti meno popolari o siti che non trattano argomenti rilevanti per le keyword che ti interessano.
Se vuoi avere un buon posizionamento nei motori di ricerca che usano algoritmi di link analysis dovrai essere collegato con altri siti di buona reputazione nel tuo settore. Ovviamente dovrai tenere conto anche di tutte le tecniche di ottimizzazione on-page, usare le chiavi che stai mirando e avere contenuti rilevanti a queste parole.
Etichette: link popularity, marketing online, sito web, web marketing
domenica 28 febbraio 2010
Tutti o quasi conoscono Facebook, ma in pochi sanno come fare business usando Facebook. Come puoi utilizzare il social network più diffuso per promuovere il tuo sito o la tua attività, per incrementare i tuoi guadagni o il traffico verso il tuo blog, accrescere il numero di fan della tua community online?
Come utilizzare Facebook per fare business? Premesso che Facebook non è per tutti e che è comunque uno strumento complementare ad altri nella comunicazione e sopratutto nella relazione con il web sociale, Facebook mette a disposizione delle aziende diversi strumenti per entrare in relazione con la sua community, che in Italia vanta oltre 12 milioni di utenti.
In particolare il punto di partenza è il profilo pubblico, detto anche pagina, che è un po' l'equivalente del profilo personale per tutti i soggetti non personali. L'errore assolutamente da evitare è quello di aprire un profilo personale e intestarlo all'azienda, o all'attività economica, o all'associazione.
Cosa che tuttora succede abbastanza frequentemente ma che è una violazione dei termini del servizio di Facebook per cui può comportare la chiusura del profilo personale. Quindi dal profilo pubblico poi si possono fare tante altre cose, ci sono i gruppi, c'è la possibilità di fare campagne pubblicitarie...
Per chi ha un sito o un blog, Facebook può portare dei benefici sotto vari punti di vista.
Uno è quello della moltiplicazione della diffusione dei propri contenuti, perché ci sono utenti su Facebook che conoscono poco il mondo dei blog, o comunque il web in generale, perché magari hanno cominciato a navigare proprio da Facebook, quindi è un modo per entrare in relazione con un pubblico che si va ad aggiungere con quello che il sito o il blog ha già.
In più può essere un importante canale di ritorno per avere feedback, commenti e aumentare un po' la conversazione intorno al proprio sito o blog, che può avvalersi anche di un altro strumento di Facebook che è Facebook Connect, che permette di autenticarsi per commentare sul blog per esempio utilizzando le credenziali di Facebook, quindi senza doversi registrare una seconda volta.
Qual è il segreto per aumentare i fan sul proprio profilo pubblico? Quello di aumentare i fan è un obiettivo che chi ha un profilo pubblico dovrebbe porsi.
Però oltre a questo è più importante creare un coinvolgimento con i fan del proprio profilo e far sì che, tanti o pochi che siano, siano stimolati e invogliati spontaneamente a condividere le cose che leggono sul profilo pubblico, a pubblicare sul proprio profilo e farle conoscere ad altri amici.
In ogni caso all'inizio quando si apre un profilo pubblico che ha uno scopo in qualche modo commerciale o professionale, ci si può avvalere della parte pubblicitaria di Facebook, quindi aprire una piccola campagna pubblicitaria, che costa veramente pochi dollari, indirizzarla su un target molto profilato; perché Facebook permette di fare pubblicità utilizzando la profilazione degli utenti, quindi io posso far comparire il mio banner che invita gli utenti di Facebook a diventare fan del mio profilo, per una categoria ben precisa, posso ad esempio prendere i maschi, che abitano a Milano, che sono laureati e che hanno da trenta a quarant'anni.
Questa profilazione è possibile con Facebook e non è possibile con nessun altro strumento, quindi nell'ottica di creare una massa critica per il profilo pubblico può essere una leva da utilizzare.
Come si può comparare la pubblicità su Facebook con un altro canale molto diffuso che è quello di Google Adsense? Dal mio punto di vista una è la differenza sostanziale, ed è quella per cui Adsense contestualizza la pubblicità in base al testo della pagina dove va a posizionarsi.
Nel caso di Facebook invece l'annuncio va nelle pagine del profilo degli utenti che io ho selezionato. Quindi se su Google io compro delle parole chiave, su Facebook in realtà posso fare una campagna sia Cpm, quindi comprando impression, sia pay per click, quindi pagando soltanto i click degli utenti sul mio banner, identificando un profilo ben definito di utente: per sesso, posizione geografica, età, titolo di studio, orientamento sessuale e a questo posso aggiungere anche delle parole chiave che sono quelle che l'utente usa per descrivere il proprio profilo.
Quindi ad esempio se voglio colpire particolarmente gli utenti interessati alla toscana, posso aggiungere "toscana" o altre parole chiave relative nel mio annuncio e quindi far sì che il mio annuncio compaia soltanto con quegli utenti che hanno dichiarato di essere interessati alla toscana tra i loro interessi personali.
Quali contenuti pubblicare sul profilo pubblico di Facebook? Ci sono due scuole di pensiero. Una di quelli pigri e che hanno poche risorse, che è quella di utilizzare gli automatismi che permettono di pubblicare automaticamente contenuti presi ad esempio da un feed rss. Quindi io posso attraverso il feed rss del mio blog aggiornare automaticamente il mio profilo pubblico su Facebook, ogni volta che scrivo un nuovo articolo. Questo ovviamente è un modo per popolare di contenuti la pagina ma dà poco valore in termini di relazione.
Utilizzare sicuramente tutti contenuti che possono essere stati pubblicati altrove e che hanno un valore per chi può seguirci e quindi può identificarci in Facebook per le cose che facciamo, ma allo stesso tempo ha molto valore a mio avviso di utilizzare anche la possibilità data da Facebook di aggiungere manualmente dei link da segnalare.
Link che possono anche venire da altri siti, che magari si rifanno agli stessi argomenti che trattiamo nel nostro blog e quindi nella nostra pagina su Facebook, perché l'obiettivo che dovrebbe avere chi gestisce la pagina, e chi gestisce il blog normalmente è quello di dare valore, valore che non necessariamente si traduce nella pubblicazione di contenuti, ma anche nella segnalazione di contenuti prodotti da altri.
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